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Catinat sulle alture di Piossasco

Catinat sulle alture di Piossasco

CINEFRA Carmela

Olio su tela, 100×70 cm

 

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L’esercito francese arrivò a Piossasco tra il 2 e il 3 ottobre 1693 con l’avanguardia presso la frazione Marchile. Il Catinat, venuto a sapere che gli avversari erano al Chisola, arrestò la marcia e scelse un terreno per lo schieramento in battaglia.

Si spinse poi con cinquanta cavalieri sulle alture di Piossasco, per meglio osservare la posizione degli alleati.

Constatato che questi ultimi non solo avevano già attraversato il Chisola ma stavano allargandosi dalla parte dell’ala sinistra dell’esercito francese, a non più di tre miglia di distanza dal fronte da lui scelto, ordinò di accelerare il più possibile lo schieramento.

Il Catinat preparò con la consueta meticolosità il piano di attacco osservando il terreno di battaglia dalle alture piossaschesi e individuando il punto debole dello schieramento avversario nel suo fronte sinistro. Anch’egli dispose la sua armata su tre sezioni, con la fanteria comandata dai generali La Hoguette e D’Husson su due linee centrali e la cavalleria ai lati: il Duca di Vendome, detto successivamente Il Gran Vendôme, scendendo da Piossasco, guidava la prima linea di destra, il Marchese di Larré la seconda; il Marchese de Vins e Filippo di Borbone-Vendome gran priore dell’Ordine di Malta e fratello del precedente, rispettivamente la prima e seconda linea sulla sinistra, posizionati dalla parte delle cascine che prenderanno poi il nome di Tetti Francesi.

 


CINEFRA CARMELA

Nata a Trivigno (PZ) nel 1955. Scopre la pittura in tutte le sue forme fin dalla giovane età e per tutta la vita i pennelli si dimostrano suoi fedeli compagni. In possesso del diploma di Maestra d’Arte per la Ceramica, ha seguito diversi percorsi artistici, influenzata da pittori come Mathì, Carlo Caputo, Francesco Italiano. Dal 2012 fa parte di Volverarte2013.

“La pittura è la passione più grande della mia vita. Ho vissuto un periodo in cui non ho potuto dedicarmi a quest’arte e pensavo di poterne fare a meno, ma grazie ad una cara amica e all’insistenza delle mie figlie, sono ritornata a dipingere. Riprendere i pennelli in mano è stato terapeutico come una medicina del buon umore. Mentre la mia mano disegna sulla tela, la mia mente viaggia nello spazio e nel tempo e trova una sua dimensione, un mondo tutto suo, per dimenticare i problemi di tutti i giorni. Adoro dipingere anche in compagnia e proprio grazie alla pittura ho conosciuto molti artisti che hanno contribuito alla mia formazione e con cui ho condiviso e continuo a condividere questa passione”.